IL TRAGHETTO LEONARDESCO:
STORIA, LEGGENDA, CURIOSITÀ
IL TRAGHETTO SULL'ADDA: UN SIMBOLO DI IMBERSAGO
Il Traghetto di Imbersago è uno degli ultimi esempi ancora funzionanti di traghetti a fune sull’Adda. Per secoli è stato un importante mezzo di collegamento tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, fino alla fine del XVIII secolo.
Nel medio corso del fiume Adda ne esistevano sei: a Olginate, Brivio, Imbersago, Trezzo, Vaprio e Cassano. Questi traghetti erano fondamentali per il trasporto di merci, animali e persone, e per secoli hanno rappresentato un vero e proprio “porto” fluviale, garantendo commercio e collegamenti tra le due sponde.
La presenza del traghetto a Imbersago è documentata già nel 1454, anno della Pace di Lodi. In quel periodo, il traghettatore fu segnalato al duca di Milano per contrabbando con Venezia, sottraendo entrate al Ducato. Da allora il traghetto è sempre rimasto ancorato sulla sponda occidentale, come previsto dal trattato di Lodi, e oggi è di proprietà del Comune di Imbersago.

IL LEGAME CON LEONARDO DA VINCI
Il Traghetto Leonardesco deve il suo nome al grande genio che lo raffigurò in un disegno del 1513, incluso nel Codice Atlantico e conservato nel Castello di Windsor in Inghilterra.
Sebbene non esistano prove che Leonardo abbia progettato direttamente il traghetto, è molto probabile che i suoi studi idraulici lungo l’Adda abbiano influenzato il sistema di movimentazione dell’imbarcazione. Il disegno leonardesco testimonia infatti una struttura identica a quella attuale, che Leonardo osservò durante il suo soggiorno a Vaprio d’Adda presso i conti Melzi.



FAMIGLIE E GESTIONE DEL TRAGHETTO
Dalla fine del 1512, la gestione del traghetto fu affidata alla famiglia Landriani, che ottenne da Gian Angelo e Michele Airoldi un fabbricato sul molo per ripristinare il trasporto di persone e merci.
Nei secoli successivi, il traghetto fu gestito da varie famiglie nobiliari locali, fino a diventare proprietà comunale.
Tra i personaggi illustri che hanno attraversato l’Adda sul traghetto figurano:
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Giuseppe Garibaldi, durante la ritirata dopo la sconfitta di Custoza nel 1848;
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Papa Giovanni XXIII, che da bambino percorreva il tragitto per recarsi al Santuario della Madonna del Bosco.
Il traghetto ha inoltre ispirato scrittori e registi, comparendo ne I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e nel film E venne un uomo di Ermanno Olmi del 1965.









COME FUNZIONA OGGI
Il Traghetto di Imbersago è l’ultimo ancora in funzione sul fiume Adda e l’unico in Italia.
È un mezzo ecologico, che si muove senza motore, utilizzando solo la forza della corrente e un timone controllato dal traghettatore.
Un sistema di corde lo collega dalla sponda di Imbersago a quella di Villa d'Adda. In base al livello del fiume o in caso di necessità, il traghettatore può utilizzare un traino di ferro per aumentare la velocità della traversata.
Il traghetto non naviga, per ragioni di sicurezza, quando le acque del fiume sono troppo basse o troppo alte. Questo fenomeno dipende dall'apertura a monte della diga di Olginate.
L’attraversamento regala un’esperienza unica e silenziosa, immersi nella natura e nella storia.

PERCORSI NATURALISTICI A IMBERSAGO
Intorno al traghetto si sviluppano numerosi percorsi naturalistici:
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Sentiero di Papa Giovanni XXIII, in ricordo del tragitto percorso da Roncalli verso il Santuario
Per tutelare questi preziosi ambienti, nel 1983 la Regione Lombardia ha istituito il Parco Adda Nord, che comprende i territori rivieraschi dell’Adda e valorizza il paesaggio leonardesco.
Il fiume, dopo aver formato i laghi di Garlate e Olginate, si snoda spesso tra rive profonde, evidenziando la tipica conformazione del “ceppo” offrendo scorci unici.
Nel 2006 il Comune di Imbersago è stato tra i fondatori dell’Ecomuseo dell’Adda di Leonardo, per conservare e promuovere la storia e la bellezza del fiume.


